Ci sono nomi che fanno abbassare la voce quando li si pronuncia attorno a un tavolo, la sera, sotto i pini. Il GR20 è uno di questi. Ogni estate ce ne parlano al bar del campeggio, con quel misto di desiderio e timore che riconosciamo subito. Così abbiamo deciso di mettere per iscritto ciò che rispondiamo, ogni volta, agli ospiti che sognano di affrontarlo.

Il GR20 è un sentiero di grande escursionismo di circa 180 chilometri che attraversa la Corsica da nord a sud, da Calenzana in Balagna fino a Conca, sopra Porto-Vecchio. Si percorre classicamente in 16 tappe, ovvero una quindicina di giorni di cammino, per un dislivello positivo complessivo dell’ordine di 12.000 metri. Viene spesso descritto come il sentiero di grande escursionismo più impegnativo d’Europa, e non è uno slogan: è un itinerario d’alta montagna, non una passeggiata in riva al mare. Ma, ed è proprio questo lo scopo di questa guida, se ne può benissimo scoprire una parte senza essere atleti, a patto di sapere dove si mettono i piedi e di scegliere bene il tratto.

Ecco cosa bisogna capire prima di partire, spiegato in modo semplice, dal nostro campeggio sulla costa orientale, dove molti escursionisti vengono a posare lo zaino: prima, dopo o tra le due metà del percorso.


Il GR20 in breve: di cosa parliamo davvero

Il GR20, Fra li Monti in corso, «attraverso i monti», segue la spina dorsale dell’isola. Non costeggia il mare: lo domina dall’alto. Si cammina sulle creste, si superano valichi a oltre 2.000 metri, si attraversano foreste di pini laricio il cui profumo resinoso resta attaccato ai vestiti per giorni, si scende verso pozze d’acqua gelida in cui ci si tuffa urlando. La sera si dorme in rifugio, spesso a mezza costa, con il silenzio e le stelle come unico passatempo.

Distanza

Circa 180 km tra Calenzana (nord) e Conca (sud). La maggior parte degli escursionisti lo percorre da nord a sud, per affrontare subito la parte più dura.

Durata

16 tappe nella versione classica, ovvero 15-16 giorni. Alcuni lo completano in 10 o 12 giorni accorpando le tappe. I trail runner, invece, contano in ore: ma quello è un altro mondo.

Dislivello

Circa 12.000 metri di salita complessiva. È questo dato, molto più del chilometraggio, a determinare la reale difficoltà del percorso.

Quote

Il sentiero si snoda regolarmente tra i 1.500 e i 2.200 metri di altitudine, sotto lo sguardo del Monte Cinto, la vetta più alta dell’isola.

La segnaletica è semplice: due tratti orizzontali, uno rosso e uno bianco, dipinti sulle rocce. Li si cerca con lo sguardo di continuo, e si finisce per vederli anche a occhi chiusi. Se spariscono per più di qualche minuto, vuol dire che si è sbagliata strada: si torna indietro fino all’ultimo segnale visto. È la regola d’oro.

📍 Lo sapevate? Il GR20 fu tracciato nel 1972 da Michel Fabrikant e Jean Loiseau. Attraversa in gran parte il Parco naturale regionale della Corsica, che oggi gestisce i rifugi di tappa. L’itinerario ha subito modifiche nel corso degli anni, in particolare a nord dopo la frana del Cirque de la Solitude nel 2015, sostituito da allora da una variante più in quota, attraverso la Brèche de Perrin.


Nord o sud: due GR20 in un solo sentiero

È la prima cosa da capire, e quella che più spesso ci si dimentica di dire ai principianti: il GR20 non è omogeneo. La metà nord e la metà sud sono due esperienze diverse, e la scelta tra le due cambia assolutamente tutto per una prima volta.

La metà nord: minerale, tecnica, vertiginosa

Da Calenzana a Vizzavona si è in alta montagna. Il terreno è roccioso, friabile, spesso instabile. Ci sono passaggi in cui si usano le mani, catene fissate nella roccia, placche dove è meglio non guardare in basso. Le tappe del lago di Nino, del Monte Cinto o della Paglia Orba sono tra le più spettacolari di tutto l’escursionismo europeo, e tra le più impegnative. Non è la parte da scegliere per cominciare. Le vertigini, la stanchezza accumulata e il meteo di montagna sono fattori molto reali.

La metà sud: più scorrevole, altrettanto bella

Da Vizzavona a Conca il sentiero si addolcisce nettamente. Si cammina di più nel bosco, su sentieri più larghi, con dislivelli che restano seri ma meno acrobatici. L’altopiano del Coscione, vasto ed erboso, sembra un pezzo di Scozia posato nel Mediterraneo. E le guglie di Bavella, quelle frecce di granito rosa che si stagliano al tramonto, sono uno dei paesaggi più suggestivi della Corsica: visibili, tra l’altro, a meno di un’ora d’auto dal nostro campeggio.

Per un primo approccio, è la parte sud che consigliamo. Circa sette tappe, una settimana di cammino, e si torna a casa con la sensazione di aver fatto davvero il GR20: perché è così.


Bisogna essere sportivi esperti?

Risposta onesta: bisogna essere in buona forma fisica, ma non serve essere atleti. Ciò che conta davvero non è tanto la prestazione quanto la resistenza e l’abitudine a camminare più giorni di fila con uno zaino sulle spalle.

Una giornata tipo sul GR20 significa da 5 a 7 ore di cammino effettivo, tra 800 e 1.200 metri di salita e altrettanti di discesa, con 8-12 chili sulle spalle. Una sola giornata così, molte persone sono in grado di farla. La vera sfida è ricominciare il giorno dopo. E quello dopo ancora. Con le ginocchia che protestano e le vesciche che si fanno sentire.

💡 Il consiglio di U Casone: se preparate il GR20 per l’anno prossimo, il miglior allenamento non è la palestra: è l’escursionismo in discesa, con lo zaino carico. Sul GR20 sono le discese a distruggere cosce e ginocchia, molto più delle salite. Allenatevi a scendere.


Quando partire sul GR20?

La finestra è stretta. Fuori stagione i rifugi sono chiusi, la neve può resistere a lungo in quota e l’itinerario diventa una questione di alpinismo. Il periodo praticabile va all’incirca da metà giugno a metà ottobre, con sfumature importanti.

Giugno

Le giornate sono lunghe, la macchia profuma ancora di elicriso e cisto, i torrenti scorrono generosi. Ma a inizio mese possono resistere nevai a nord. Uno dei periodi più belli se si parte nella seconda metà del mese.

Luglio-agosto

Caldo intenso, rifugi pieni, sentieri frequentati. Bisogna partire presto al mattino, molto presto, e prenotare con largo anticipo. È l’alta stagione in tutti i sensi.

Settembre

Il nostro periodo preferito, quaggiù come lassù. Temperature più miti, luce dorata, meno affluenza. Le giornate si accorciano, ma la montagna è serena e i colori sono magnifici.

Una parola sul meteo: nella montagna corsa, d’estate, i temporali di fine pomeriggio sono frequenti. Arrivano in fretta, colpiscono forte e se ne vanno. Da qui la regola che tutti gli habitué applicano: partire all’alba, arrivare al rifugio prima delle 15.


Tipico borgo corso sul fianco della montagna

Dormire lungo il sentiero: rifugi, ovili e bivacco

Il GR20 è costellato di rifugi gestiti dal Parco naturale regionale della Corsica, distanti una tappa l’uno dall’altro. Sono edifici semplici: dormitori, angolo cucina, servizi essenziali e una terrazza dove si rifà il mondo aspettando che l’acqua bolla. La prenotazione online è ormai la regola, e bisogna muoversi presto: fin dall’apertura delle prenotazioni in primavera per le date estive.

Intorno a ogni rifugio, un’area di bivacco permette di piantare la tenda dietro pagamento di un contributo. Spesso è più piacevole del dormitorio: più spazio, meno russare e il risveglio di fronte alle montagne. Attenzione però: il campeggio libero è vietato lungo il percorso, al di fuori di queste aree. La montagna corsa è fragile e il rischio di incendi è molto concreto.

In alcune tappe si trovano anche degli ovili dove si può mangiare: una frittata al brocciu, un piatto di salumi, un formaggio di carattere. Sono spesso i ricordi gastronomici più belli del percorso.


Cosa mettere nello zaino (e cosa lasciare a casa)

La regola è brutale e universale: ogni grammo si paga in salita. Uno zaino da 8 a 10 chili, acqua compresa, è un buon obiettivo. Oltre i 12, il trekking diventa una prova di resistenza.

  • Scarponi da trekking già rodati, mai nuovi. È l’unica attrezzatura su cui non bisogna scendere a compromessi.
  • Uno zaino da 40 a 50 litri, ben regolato e provato a pieno carico prima della partenza.
  • Una giacca impermeabile e un pile: a 2.000 metri, di primo mattino, possono esserci 10 °C, anche ad agosto.
  • Un sacco lenzuolo, obbligatorio in rifugio, e una lampada frontale.
  • Da due a tre litri di capacità per l’acqua, e qualcosa per potabilizzarla, per sicurezza.
  • Un kit anti-vesciche degno di questo nome: cerotti idrocolloidi, cerotto in rotolo, forbici. Ci ringrazierete.
  • Bastoncini da trekking: molti escursionisti li scoprono sul GR20 e non se ne separano più.
  • Crema solare ad alta protezione, cappellino, occhiali: in quota il sole corso non perdona.

E cosa si lascia a casa: il terzo paio di pantaloni, il romanzo di 600 pagine, il beauty-case completo, la reflex con i suoi tre obiettivi. Si fa una cernita, poi la si rifà.


Il nostro consiglio: fare un tratto, non l’intero percorso

È il consiglio che diamo più spesso, e quello di cui siamo più convinti. Non siete obbligati a percorrere tutti i 180 chilometri per aver «fatto» il GR20. Molti si impongono l’intero percorso, soffrono, abbandonano alla sesta tappa e conservano un ricordo amaro di un sentiero magnifico.

Un tratto di tre-sette giorni, ben scelto, offre gli stessi paesaggi, la stessa intensità, gli stessi incontri, e vi lascia abbastanza energia per godervi il resto delle vacanze. Ecco le porzioni più accessibili dalla costa orientale:

  • Vizzavona – Bavella (4-5 giorni): la sintesi più bella del sud. Pinete, altopiano del Coscione, arrivo sulle guglie. Vizzavona è a circa un’ora d’auto da Ghisonaccia, passando per Ghisoni e il colle di Sorba.
  • Bavella – Conca (2 giorni): il finale del GR20, selvaggio e profumato, con il mare che appare in lontananza. Una bella iniziazione in due giorni, a meno di un’ora da noi.
  • La zona di Capannelle e del Monte Renoso: accessibile in giornata, andata e ritorno dalla costa, per assaporare l’atmosfera senza impegnarsi per più giorni.
  • Il tratto da Vizzavona alla Cascade des Anglais: brevissimo, bellissimo e perfettamente fattibile in famiglia con ragazzi già grandi. Un modo per «toccare» il GR20 senza zaino da bivacco.

U Casone, campo base prima e dopo la montagna

Molti degli escursionisti che passano da noi non vengono per il campeggio: vengono per ciò che c’è intorno al GR20. La notte prima, quella in cui si controlla lo zaino per la quarta volta. E soprattutto i giorni dopo, quando le gambe sono pesanti e si ha bisogno di acqua salata, di ombra e di un vero pasto.

Il nostro campeggio si trova a Ghisonaccia, sulla costa orientale, a 700 metri dal mare, e questa posizione ne fa una base logica: Vizzavona, Bavella e Conca sono ciascuna a circa un’ora d’auto, e l’aeroporto e il porto di Bastia a poco più di un’ora. Si arriva, si scarica, si parte a camminare, si torna.

E ciò che si ritrova al ritorno è esattamente ciò di cui un escursionista ha bisogno: due piscine per sciogliere muscoli ormai allo stremo, l’ombra dei pini su piazzole di oltre 100 m² se viaggiate con la tenda o il camper, e alloggi in cui dormire finalmente in un vero letto: tende safari su pedana in legno, chalet, Wooden lodge, Luxury lodge o case mobili, secondo i desideri e il budget.

La sera ci sono il ristorante, la pizzeria con il suo forno elettrico, lo snack e il bar: perché dopo una settimana di cibo liofilizzato, un piatto caldo diventa un evento. Il mini-market permette di rifare le scorte prima di ripartire. E se viaggiate con il vostro cane, sappiate che è il benvenuto da noi per tutta la stagione, anche negli alloggi. Informatevi bene, invece, sui rifugi del GR20: in genere non accettano animali, e l’alta montagna corsa non è un terreno di gioco adatto a tutti i cani.

💡 Il consiglio di U Casone: se fate un tratto a sud, lasciate l’auto da noi e organizzate il trasferimento in navetta o in taxi fino all’inizio della tappa. Eviterete il classico rompicapo del GR20: recuperare un veicolo lasciato a 150 chilometri dal punto di arrivo.


Gli errori che vediamo più spesso

Dopo anni passati ad ascoltare i racconti di ritorno, sotto i pini, con un bicchiere in mano, abbiamo finito per riconoscere sempre le stesse storie:

  • Partire con uno zaino troppo pesante. È di gran lunga la prima causa di abbandono. Pesate lo zaino a casa, poi toglietene altri due chili.
  • Sottovalutare le discese. Ci si prepara per le salite e si dimentica che il GR20 scende tanto quanto sale, su pietraie che non perdonano.
  • Partire troppo tardi la mattina. Il sole di mezzogiorno su una cresta di granito non è un’esperienza, è una punizione.
  • Non prenotare i rifugi. Arrivare alle 17 in un rifugio al completo, a 1.800 metri, senza tenda, è una situazione che è meglio non vivere mai.
  • Voler rispettare il programma a ogni costo. È la montagna a decidere. Una giornata di temporale, una caviglia dolorante, e bisogna sapersi fermare. Il sentiero sarà ancora lì l’anno prossimo.

In sintesi

Il GR20 è un sentiero impegnativo ed eccezionale, che lascia un segno duraturo in chi lo percorre, anche solo in parte. Non richiede di essere campioni, ma richiede di essere onesti con sé stessi: sulla propria forma fisica, sul proprio zaino, sul tempo a disposizione. Scegliete un tratto piuttosto che una corsa contro il tempo, partite a giugno o a settembre se potete, e tenete qualche giorno di margine per ridiscendere verso il mare.

Perché forse è proprio questo, in fondo, il contrasto più bello che la Corsica possa offrire: il mattino tra il granito e le cicale silenziose dell’alta quota, la sera con i piedi nella sabbia tiepida della costa orientale, con il profumo dei pini e il rumore della risacca. Dalla nostra grande casa di Ghisonaccia (U Casone, in corso) abbiamo la fortuna di trovarci esattamente nel punto d’incontro tra i due.

Volete posare lo zaino da noi prima o dopo la montagna? Il nostro campeggio vi accoglie dal 1° maggio all’8 ottobre, a 700 metri dal mare e a un’ora dalle tappe più belle del GR20.

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